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Perché si misura la qualità dell’aria? La
misura della qualità dell’aria è utile per garantire la tutela della
salute della popolazione e la protezione degli ecosistemi. La legislazione
italiana, costruita sulla base della cosiddetta direttiva europea madre
(Direttiva 96/62/CE recepita dal D.Lgs. 351/99), definisce che le Regioni
sono l’autorità competente in questo campo, e prevede la suddivisione
del territorio in zone e agglomerati sui quali valutare il rispetto dei
valori obiettivo e dei valori limite. La Regione Abruzzo non ha ancora
attuato un piano di zonizzazione del territorio. Quante centraline servono? In
realtà non serve un numero molto elevato di stazioni. Infatti
l’inquinamento si diffonde nell’aria e la misura in un punto può
essere ben rappresentativa anche di aree molto vaste. Il Decreto
Ministeriale n.° 60 del 02/04/2002 definisce il numero di
stazioni necessarie per la valutazione delgli Ossidi di Azoto e di Zolfo (NOx
SO2), delle polveri sottili (PM10), Piombo (Pb), Benzene e Monossido di
Carbonio (CO) ed il Decreto
Legislativo n.° 183 del 21/05/04 per l’Ozono (O3). Il
rispetto di tali criteri assicura una valutazione della qualità
dell’aria utile per la protezione della salute umana e degli ecosistemi.
Per la protezione della salute pubblica , il numero di stazioni per zona o
agglomerato (definito come le aree con un numero di abitanti superiore a
250.000 o comunque con una densità di popolazione per km2 tale da rendere
necessaria la valutazione della qualità dell’aria) sono le seguenti:
Per
i punti di campionamento destinati alla tutela degli ecosistemi la
normativa prevede nel caso peggiore una stazione ogni 20.000 km2. Dove devono essere posizionate le centraline? La
stazione di rilevamento deve essere posizionata in modo da essere il più
possibile rappresentativa dello stato della qualità dell’aria
dell’agglomerato o della zona in cui è posta, e della tipologia di
stazione che interpreta. Infatti una rete di rilevamento deve avere
stazioni posizionate sia in posizioni di fondo, capaci di rilevare
l’inquinamento diffuso in modo generalizzato nel territorio, che in
posizioni di picco, ad esempio in prossimità di vie di traffico, così da
valutare la qualità dell’aria in casi critici (sebbene in ogni caso
diffusi sul territorio e connessi alla reale esposizione della popolazione
), in aree o all’interno di zone dove si raggiungono i livelli più
elevati di concentrazione a cui la popolazione sia esposta per un periodo
di tempo significativo. I punti di campionamento destinati alla protezione
degli ecosistemi dovrebbero essere rappresentative di aree di almeno 1000
km2 e dovrebbero essere ubicati a più di 20 km dagli agglomerati o a più
di 5 km da aree edificate importanti, da impianti industriali o da
autostrade. Tali stazioni dovrebbero essere impiegate per il monitoraggio
dei livelli di concentrazione degli inquinanti determinati da sorgenti
naturali e da fenomeni di trasporto sul lungo raggio. - Classificazione e numero delle stazioni Secondo
i criteri dell'Agenzia Europea per l'ambiente
(EEA) le stazioni di misura della qualità dell'aria, per gli inquinanti
considerati nel Decreto Ministeriale n.° 60 del 02/04/2002,
vengono classificate a seconda delle tipologia della stazione e dell'area
e delle caratteristiche della zona:
Le
stazioni sono classificate tramite una combinazione delle caratteristiche
sopraelencate.
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