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giovedì 29 marzo 2001

SPETTACOLI
 

L'attore spagnolo Javier Bardem con la Coppa Volpi vinta al Festival del cinema di Venezia dell'anno scorso

Bardem, poeta e gay in fuga dalla Cuba di Castro
Il film «Prima che sia notte»
a Pescara in versione originale


PESCARA. Per la rassegna «Proposta d'autore» sarà presentato oggi, in prima visione a Pescara, il film «Prima che sia notte» di Julian Schnabel, con Javier Bardem, l'interprete spagnolo candidato all'Oscar per il miglior attore protagonista e vincitore della Coppa Volpi a Venezia. Il film sarà proiettato al cinema Sant'Andrea, in versione inglese originale con sottotitoli in italiano, alle 18.45, 20.45 e 22.45.
Alle 16.45, nell'ambito della stessa rassegna organizzata dall'istituto Scrittura e immagine, sarà presentato in tedesco con sottotitoli il film noir di Reinhard Hauff, «Il coltello nella testa» con Bruno Ganz. Il biglietto d'ingresso costa 7 mila lire (per i soci Acma 5 mila).
«Prima che sia notte» (Before night falls) racconta la vita dello scrittore cubano Reinaldo Arenas: la fanciullezza vissuta poveramente al tempo di Batista, il sofferto rapporto con la madre, la vocazione letteraria, i primi romanzi, la persecuzione in quanto dissidente e omosessuale, il carcere, l'esilio negli Stati Uniti, l'amarezza di trovarsi in un paese senz'anima dominato dal denaro, l'Aids e, infine, il suicidio.
Così scriveva Arenas nella sua autobiogfrafia da cui è tratto il film: «La mia infanzia cominciò mangiando terra; la mia prima culla fu un fosso scavato in terra da mia nonna; in quel buco che mi arrivava più in alto della cintola, imparai a stare in piedi».
Le immagini costruite dal regista non si limitano ad illustrarla, ma diventano capaci di comporre organicamente il testo del film acquistando un'autonoma efficacia visiva e simbolica. Il testo letterario è spesso proposto fuori campo dallo scrittore, interpretato da Bardem, sia a commento delle immagini e sia per instaurare un gioco dialettico di rimandi.
Nel film Castro è il «mostro» da cui fuggire e il governo castrista viene visto come un sistema dittatoriale ostile a ogni diversità. Illusoria però si rivelerà anche la libertà assaporata fra i grattacieli di New York. La scrittura per Arenas è consolazione ma anche vendetta contro il sistema capitalista. Il desiderio di scrivere diventa impellente fin dall'infanzia quando la sua fantasia trae nutrimento dal contatto con le forze misteriose della natura alle quali il regista dedica nel film immagini delicate, rarefatte che scorrono sullo schermo troppo fugacemente, forse con l'intento di rendere percepibile la fugacità stessa della fanciullezza. Nel cast, in due ruoli anche Johnny Deep.
Per informazioni rivolgersi ai seguenti numeri: 085 2058323 - 085 4510812 - 085 4215797 e ai siti internet: www.scritturaeimmagine.it oppure www.micso.it/acma.
L'altro film in programma, «Il coltello nella testa», è un giallo: durante un inseguimento fra polizia e dimostranti, un uomo viene colpito. Questi, dopo un lungo stato di incoscienza si riprende, ma dopo aver perduto la voce e la memoria. Chi è quest'uomo? Alcuni lo indicano come il professor Hoffmann, uno scienziato dedito completamente ai suoi studi. La polizia, invece, sostiene si tratti di un pericoloso terrorista. Hoffmann da solo, inizia a indagare per scoprire la verità sul proprio passato. È stato un poliziotto irresponsabile a colpire alla testa un pacifico cittadino oppure è stato un terrorista ad attaccare il poliziotto? L'unico in grado di svelargli la verità sarà forse proprio il poliziotto.


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