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Il regista inglese Christopher Nolan autore del film «Memento» |
«Memento»
di Nolan a Proposta d'autore
Il
thriller di Christopher Nolan
alla rassegna di Scrittura e immagine
PESCARA. Ricco come ogni settimana il programma di Proposta
d'autore, la rassegna organizzata dall'Istituto multimediale
Scrittura e Immagine al cinema Sant'Andrea di Pescara che oggi
propone un film in prima visione (ingresso 7 mila lire,
ridotto soci Acma 5 mila): «Memento» di Christopher Nolan
con Guy Pearce, Carrie-Ann Moss (spettacoli alle 18,45, 20,45
e 22,45).
Il protagonista, Leonard Shelby, ex investigatore per una
compagnia di assicurazioni, lavora solo per rintracciare e
punire l'uomo che ha violentato e ucciso sua moglie. Ma la
ricerca dell'assassino è aggravata dal fatto che l'uomo
soffre di un'incurabile forma di perdita della memoria,
malattia affine alla sindrome di Korsakov (descritta tra gli
altri da Oliver Sacks): non riesce a ricordare cosa è
accaduto 15 minuti prima e per questo non fa che ricostruire
la sua vita attraverso polaroid (che diventa il fermo-immagine
che gli consente di ritrovare, di minuto in minuto, le proprie
tracce), schede e appunti tatuati sul proprio corpo (che,
grande shock visivo, diventa come un'agenda pulsante di vita).
Ma più la storia procede fra personaggi che mutano
continuamente il proprio ruolo come in un caleidoscopio, più
è chiaro che lo spettatore ne sa meno di quanto crede. Basato
su un romanzo breve di Jonathan Nolan, fratello del regista,
qui al suo secondo lungometraggio, è un film che si sviluppa
a blocchi che procedono a ritroso nel tempo, procedimento non
lineare ma che permette di rappresentare lo sforzo compiuto
dal protagonista per riscoprire se stesso. L'inizio è
affascinante: un omicidio che procede all'indietro, il lampo
di una polaroid che si riassorbe nell'obiettivo, il sangue che
rientra nelle ferite, il mondo alla rovescia, prima di
imprimersi sulla retina.
Lo spettatore è costretto a non mollare mai l'attenzione su
una costruzione narrativa ricca di flashback e flashforward,
di passaggi dal colore al bianco e nero. La narrazione a
flashback è tipica del genere noir perché evoca il modo di
procedere di chi conduce un'indagine, cercando di ricostruire
con la razionalità fatti avvenuti in sua assenza. Sotto
questo punto di vista, «Memento» è esemplare per non
perdere il senso profondo del noir: chi fa cosa e a chi. La
sceneggiatura è stata premiata all'ultimo Sundance film
festival.
Nel pomeriggio, consueto appuntamento con il noir tedesco alle
ore 16.45: «Justiz» (Giustizia) di Hans W. Geissendorfer con
Maximilian Shell: un giovane avvocato è tra i testimoni
dell'assassinio del professor Winter da parte del consigliere
di Stato Kohler. L'influente personaggio insiste per essere
arrestato e accetta poi la condanna a 20 anni di reclusione e
non vuole neanche si ricorra in appello. Ma sua figlia insiste
sull'innocenza del padre e il giovane avvocato, anche se
dubbioso, per amore della ragazza accetta di difenderlo. Per
fare chiarezza bisognerà tornare sul luogo del delitto e
ricominciare da zero. Tratto da un romanzo di Dürrenmatt è
un film giallo dai risvolti moralistici che affronta il tema
della sottile differenza esistente tra giustizia amministrata
e giustizia vera.
Per informazioni rivolgersi ai numeri: 085 2058323 - 085
4510812 - 085 4215797 e ai siti Internet:
www.scrituraeimmagine.it oppure www.micso.it/acma.
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