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giovedì 8 marzo 2001

SPETTACOLI
 

Rose Byrne, protagonista del film «La dea del '67» diretto da Clara Law che sarà proiettato oggi al Sant'Andrea

Viaggio in Australia cercando la leggendaria Ds
Il film di Clara Law con Rose Byrne
al Sant'Andrea per Proposta d'autore


PESCARA. Ricco come al solito il programma di Proposta d'autore, la rassegna di cinema organizzata da al cinema Sant'Andrea dall'Istituto multimediale Scrittura e immagine per valorizzare il cinema di qualità. Dopo «Domenica», di Wilma Labate, che ha aperto la rassegna, è la volta del film «La dea del '67» di Clara Law con Rose Byrne, Rikiya Kurokawa e Nicholas Hope.
Un giovane dandy giapponese, ladro elettronico, collezionista di serpenti e rettili arriva in Australia con 40 mila dollari per concludere un acquisto fatto su Internet: una automobile d'epoca da lui adorata, la mitica Citroën DS (in francese si pronuncia déesse, ma in inglese si chiama Goddess, ovvero dea. Disegnate da Flaminio Bertoni, foderate in pelle, vennero prodotte in Francia fino al 1975 in un milione e mezzo circa di esemplari). Ma il venditore è morto. Il giovane trova soltanto una ragazza cieca di 17 anni, che si fa chiamare BG e che dice di poterlo condurre dal nuovo proprietario dell'auto. Partono verso il deserto australiano brullo e costellato di morte città minerarie. Il percorso desolato e strano, anche attraverso il passato incestuoso e il presente assassino della ragazza, compone il film che è bellissimo e misterioso allo stesso tempo. Una storia che mescola continenti, memorie, culture. Certo è che l'aver messo insieme un ragazzo giapponese e una diciassettenne cieca in viaggio per il deserto australiano su un'automobile francese leggendaria, filmati da una regista nata a Macao, cresciuta a Hong Kong e abitante a Melbourne rappresenta una sfida e il massimo di cosmopolitismo contemporaneo. I protagonisti, ben diretti, recitano con uno sfinimento e una libertà che hanno fatto conquistare a Rose Byrne (la protagonista che sfoggia una chioma rosso fuoco scomposta, specchio del suo animo bruciato e febbricitante) il premio come miglior attrice all'ultima Mostra del cinema di Venezia. Ricco di quell'eleganza che lo squallore rivela, dedicato nel titolo a un oggetto culto, enigmatico e paradossale, in «La dea del '67» lo spettatore potrà tuffarvici dentro per scoprire quanto il cinema può essere profondo e struggente. Spettacoli alle 20,45 e 22,45.
Nel pomeriggio consueto spazio dedicato al noir tedesco con film in lingua originale con sottotitoli. Questo giovedì viene proposto Il cielo di vetro (titolo originale: Der Glaserme Himmel) di Nina Grosse. Tratto dal racconto «El otro cielo» di Julio Cortazar, è ambientato per le strade di Parigi dove gira un assassino di donne che sta terrorizzando l'intera città. Julien ne è così impressionato che, una notte, sogna l'omicidio di una misteriosa donna e riconosce se stesso nell'assassino. Mentre va al lavoro, Julien crede di intravedere fra la folla alla stazione di St. Làzare la donna del sogno, ma poi la perde di vista. Una prostituta lo accompagna nella ricerca della misteriosa sconosciuta. Julien, dimentico dei suoi impegni di lavoro, si addentra nel labirinto dei passaggi del metrò e rivive nella realtà l'incubo dell'omicidio. Tra gli interpreti Helmut Berger. Spettacoli alle 16,45 e 18,45.
Ingresso 7 mila lire, ridotto per i soci Acma 5 mila lire. Per informazioni rivolgersi ai seguenti numeri: 085 2058323 - 085 4517898 085 4215797 o ai siti internet: www.scritturaeimmagine.it e www.micso.it/acma.


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