Viaggio in
Australia cercando la leggendaria Ds
Il
film di Clara Law con Rose Byrne
al Sant'Andrea per Proposta d'autore
PESCARA. Ricco come al solito il programma di Proposta d'autore, la
rassegna di cinema organizzata da al cinema Sant'Andrea dall'Istituto
multimediale Scrittura e immagine per valorizzare il cinema di qualità.
Dopo «Domenica», di Wilma Labate, che ha aperto la rassegna, è la
volta del film «La dea del '67» di Clara Law con Rose Byrne, Rikiya
Kurokawa e Nicholas Hope.
Un giovane dandy giapponese, ladro elettronico, collezionista di
serpenti e rettili arriva in Australia con 40 mila dollari per
concludere un acquisto fatto su Internet: una automobile d'epoca da
lui adorata, la mitica Citroën DS (in francese si pronuncia déesse,
ma in inglese si chiama Goddess, ovvero dea. Disegnate da Flaminio
Bertoni, foderate in pelle, vennero prodotte in Francia fino al 1975
in un milione e mezzo circa di esemplari). Ma il venditore è morto.
Il giovane trova soltanto una ragazza cieca di 17 anni, che si fa
chiamare BG e che dice di poterlo condurre dal nuovo proprietario
dell'auto. Partono verso il deserto australiano brullo e costellato di
morte città minerarie. Il percorso desolato e strano, anche
attraverso il passato incestuoso e il presente assassino della
ragazza, compone il film che è bellissimo e misterioso allo stesso
tempo. Una storia che mescola continenti, memorie, culture. Certo è
che l'aver messo insieme un ragazzo giapponese e una diciassettenne
cieca in viaggio per il deserto australiano su un'automobile francese
leggendaria, filmati da una regista nata a Macao, cresciuta a Hong
Kong e abitante a Melbourne rappresenta una sfida e il massimo di
cosmopolitismo contemporaneo.
I protagonisti, ben diretti, recitano con uno sfinimento e una libertà
che hanno fatto conquistare a Rose Byrne (la protagonista che sfoggia
una chioma rosso fuoco scomposta, specchio del suo animo bruciato e
febbricitante) il premio come miglior attrice all'ultima Mostra del
cinema di Venezia. Ricco di quell'eleganza che lo squallore rivela,
dedicato nel titolo a un oggetto culto, enigmatico e paradossale, in
«La dea del '67» lo spettatore potrà tuffarvici dentro per scoprire
quanto il cinema può essere profondo e struggente. Spettacoli alle
20,45 e 22,45.
Nel pomeriggio consueto spazio dedicato al noir tedesco con film in
lingua originale con sottotitoli. Questo giovedì viene proposto Il
cielo di vetro (titolo originale: Der Glaserme Himmel) di Nina Grosse.
Tratto dal racconto «El otro cielo» di Julio Cortazar, è ambientato
per le strade di Parigi dove gira un assassino di donne che sta
terrorizzando l'intera città. Julien ne è così impressionato che,
una notte, sogna l'omicidio di una misteriosa donna e riconosce se
stesso nell'assassino. Mentre va al lavoro, Julien crede di
intravedere fra la folla alla stazione di St. Làzare la donna del
sogno, ma poi la perde di vista. Una prostituta lo accompagna nella
ricerca della misteriosa sconosciuta. Julien, dimentico dei suoi
impegni di lavoro, si addentra nel labirinto dei passaggi del metrò e
rivive nella realtà l'incubo dell'omicidio. Tra gli interpreti Helmut
Berger. Spettacoli alle 16,45 e 18,45.
Ingresso 7 mila lire, ridotto per i soci Acma 5 mila lire. Per
informazioni rivolgersi ai seguenti numeri: 085 2058323 - 085 4517898
085 4215797 o ai siti internet: www.scritturaeimmagine.it e
www.micso.it/acma.